Le situazioni narrative: come scegliere il narratore ideale

Narrare significa restituire un’esperienza. La narrazione è dunque una mediazione di contenuti, in mano a una voce che riporta gli eventi al lettore. E’ questo il punto di partenza su cui si basa il cerchio tipologico di Stanzel.

Chi è Franz Karl Stanzel?

Questo signore molto longevo (quest’anno ha 98 anni) è il teorico della letteratura che ha permesso di analizzare le situazioni narrative, ovvero il collocamento del narratore nella vicenda e il suo rapporto con essa.

Per facilitare la lettura delle sue teorie sulle situazioni narrative, raccolte nel trattato A Theory of narrative, Stanzel disegna uno schema. Si tratta di un cerchio diviso in tre parti in cui il teorico raggruppa in ognuna delle opere note, in base alla situazione narrativa che presentano.

Il modello Stanzel parte dal presupposto che un testo narrativo sia determinato dalla presenza di una figura che ne media i contenuti. Questo può essere un narratore esterno, un personaggio che racconta, il protagonista ecc. Con l’evoluzione della letteratura, anche i confini delle situazioni narrative si fanno più labili, aprendo un mondo di sperimentazione per gli autori.

Inoltre, per Stanzel, qualsiasi qualsiasi testo di finzione non può essere distaccato dall’analisi del narratore o della situazione narrativa che caratterizza la sua voce. Così, il teorico distingue tre situazioni narrative: autoriale, in prima persona e la figurale.

I parametri in base ai quali collocare le opere narrative in queste situazioni sono: la persona, la prospettiva con cui sono osservati i fatti e il modo.

A cosa serve il cerchio tipologico di Stanzel?

Certamente a comprendere a fondo le possibilità di un racconto. Il cerchio tipologico di Stanzel è in grado di mettere a nudo i meccanismi che si celano dietro la narrazione e permette agli scrittori di scegliere consapevolmente in che modo vogliono raccontare la loro vicenda.

Leggere lo schema significa individuare alcuni punti fondamentali di un’opera narrativa:

  • il rapporto tra la narrazione e l’autore
  • il rapporto tra ciò che viene raccontato e la realtà
  • il rapporto dell’opera con il lettore
  • il rapporto tra la letteratura e la lingua

Il cerchio tipologico di Stanzel serve a prendere consapevolezza delle opere già edite e anche di quelle che verranno. Scegliere il giusto narratore, renderlo coerente e trovare una sua collocazione nella, o fuori dalla, vicenda è fondamentale. Immagina una stessa storia raccontata in tre situazioni narrative diverse: una in prima persona, una con occhio esterno e autorevole e una dal punto di vista di un personaggio che ne parla, ma che l’ha vissuta in disparte. Cambia molto il patos che si viene a creare, non credi? Anche il grado di partecipazione del lettore muta. Un narratore in prima persona è certamente più coinvolgente e permette al lettore di vedere i fatti con i suoi occhi.

Vediamo ora nel dettaglio le situazioni narrative.

Situazione narrativa autoriale

Il nome della situazione narrativa deriva dal fatto che il narratore sembra coincidere con l’autore. E’, appunto, autorevole, sa molte cose sui fatti e sembra avere il totale controllo di tutti gli aspetti della vicenda.

L’io narrante è esterno al mondo dei personaggi ed è onnisciente. E’ certamente una persona in grado di dare giudizi, raccontare e offrire una percezione chiara al lettore, ma è anche ritirato, esterno ai fatti.

Le informazioni che il lettore coglie da questo narratore vanno ben oltre ciò che vede. Sono dunque presenti riferimenti passati, pensieri, retroscena e molto altro.

Questa situazione narrativa consente all’autore di esprimere il suo personale punto di vista, spiegare ciò che accade e anche effettuare salti temporali e scrivere sommari.

Situazione narrativa in prima persona

Il narratore ha un nome e delle sembianze. E’ messo in moto spesso il meccanismo dell’autodiegesi, ovvero quando il narratore coincide con il protagonista che racconta la sua stessa vicenda.

Il classico esempio di situazione narrativa in prima persona si trova nell’autobiografia. Il narratore sa solo cosa pensa lui e la focalizzazione si restringe solo al suo punto di vista. Comunque, come già detto, i confini delle situazioni narrative sono labili e si può sperimentare un narratore in prima persona con una conoscenza più ampia della situazione.

L’io è quindi indipendente. Pensa e agisce.

La situazione narrativa in prima persona si avvale di tecniche come il flusso di coscienza, in cui il narratore-personaggio si lascia andare ai suoi pensieri, senza ce ne sia l’assoluta necessità. Il narratore è dunque libero dalle restrizioni delle scelte autoriali e vive la sua vicenda a pieno mostrandola al contempo al lettore.

Il narratore in prima persona è certamente autorevole perché ha vissuto da sé i fatti, ma mantiene anche una certa ingenuità data dalla focalizzazione interna.

Situazione narrativa figurale

Si verifica quando la diegesi ricorre a un personaggio riflettore, ovvero in grado di percepire e mediare attraverso la propria coscienza l’intera realtà che vive. L’enunciazione narrativa, insomma, è quella dell’autore, ma la prospettiva dalla quale viene raccontata è di un personaggio.

Non si tratta né di una focalizzazione zero, né di una narrazione in prima persona. Semplicemente, la situazione viene affidata agli occhi di un personaggio, ma non narrata dallo stesso. Si tratta di un modo di raccontare che unisce la soggettività del personaggio all’oggettività della materia narrata. Si ha davvero la sensazione di vedere i fatti da una sorta di falsa soggettiva. Dopotutto, la narrativa moderna deve molto al cinema e la situazione narrativa figurale lo dimostra.

In questa situazione narrativa si usano molto due tipi di discorso:

  • discorso indiretto legato = riferisce le battute dei personaggi in modo indiretto ossia riferite attraverso la mediazione del narratore, che le riporta in terza persona, introducendole di solito con verbi dichiarativi
  • discorso indiretto libero = il narratore riporta le parole o i pensieri del personaggio senza introdurli con verbi dichiarativi, usando la terza persona e i verbi al passato e attraverso il linguaggio tipico del personaggio
Forme ibride di situazione narrativa

Dall’unione di due delle tre situazioni narrative individuate da Stanzel, si ottengono delle situazioni narrative ibride, molto comuni nel cinema, teatro e nella letteratura post-moderna.

  • Teller-character = un narratore in prima persona che è anche autoriale, ovvero il narratore della storia che vive la storia, una sorta di io testimone che narra ed esperisce
  • Non-identity narrator = un narratore autorevole che restituisce l’oggettività dei fatti attraverso la soggettività dei personaggi. E’ un narratore che utilizza molto l’indiretto libero quando deve raccontare dei dialoghi o dei pensieri, si riflette nel personaggio e mostra i fatti come se il lettore fosse la quarta parete
  • Camera eye: il narratore è come la macchina da presa che vede ciò che accade ma non interviene. Si focalizza sui dettagli, sui gesti, sulle parole e gli sguardi. Questa situazione narrativa trasforma il testo in una sorta di sceneggiatura in prosa e segue tutte le regole della ripresa cinematografica (piani, sguardi, sequenze…). Si tratta di una prospettiva interna, ma comunque limitata
Esercitati con le situazioni narrative

Scarica da Internet il cerchio tipologico di Stanzel e prova a usarlo quando scrivi un racconto. Scegli il narratore e la focalizzazione che renda più coinvolgente la tua storia.

Prova a immaginare lo stesso racconto narrato con voci e punti di vista diversi. Nota le differenze e trai vantaggio scegliendo la situazione narrativa più efficace per raccontare la tua storia.