Le descrizioni: come raccontare ciò che ci circonda

Io adoro le descrizioni. Adoro scriverle, adoro leggerle. Sono fantastiche!

E’ il modo migliore per permettere al lettore di entrare nel mondo che abbiamo creato. Per noi scrittori, invece, sono utili per immergerci nell’universo dei personaggi e comprenderlo al meglio. La descrizione è un momento di pausa dalla scrittura, in cui non serve sforzarsi per pensare a scene che portino avanti la trama. Mentre descriviamo qualcosa o qualcuno, ci prendiamo tutta la libertà di guardarsi attorno e raccontare ciò che ci sembra di vedere.

Quando mi sembra quasi di poter accarezzare un personaggio, tanto è ben descritto, mi appassiono ancor di più alla storia. Chissà se vale lo stesso per te! Quando, invece, mi rendo conto di aver descritto al meglio un ambiente o una persona, sento di aver portato a termine un ottimo lavoro.

Vuoi sapere come si scrive al meglio una descrizione? Continua a leggere l’articolo. Alla fine, poi, troverai degli esercizi per imparare a scrivere una descrizione efficace.

Le descrizioni non sono noiose

Alcuni lettori leggono svogliatamente le descrizioni. Alcuni scrittori credono di non averne bisogno perché rallentano la lettura. Vi assicuro che una buona descrizione è in grado di coinvolgere il lettore molto più di una scena poco utile alla narrazione.

Una buona descrizione non presenta solo una serie di aggettivi elencati casualmente, ma è in grado di informare e intrattenere il lettore, permettendogli, attraverso poche ma efficaci parole, di entrare nel mondo creato dallo scrittore.

Ricorda, quindi, che non serve entrare in dettagli minuziosi o spendere troppe parole per descrivere cose, ambienti e persone, ma bisogna prestare attenzione all’utilità di queste sezioni. Infatti, non è necessario descrivere qualsiasi elemento che si incontra nella narrazione: è bene, a volte, lasciare che sia il lettore a completare la sua immagine della storia. Le descrizioni vanno inserite se sono in grado di fornire informazioni e aggiungere valore al testo. Altrimenti, è meglio lasciare perdere. Immagina di leggere una scena di azione in un romanzo thriller: non saresti un po’ infastidito trovando una descrizione proprio nei momenti di massima suspense?

Quali elementi devono essere inserite nelle descrizioni

Premetto che non è necessario descrivere proprio ogni cosa nei minimi dettagli. Il rischio è quello di annoiare il lettore. E’ bene selezionare solo quegli elementi utili per visualizzare un luogo, un personaggio o qualsiasi altra cosa e concentrarsi su quelli.

Altrimenti, si può decidere di focalizzarsi solo su un dettaglio molto importante e che descriva in poche parole più aspetti dello stesso oggetto. Ad esempio, pensiamo alla descrizione di una persona che lavora nei campi. Serve davvero sapere che ha gli occhi azzurri? I capelli grigi? Che balbetta? No. Ciò che ci interessa vedere di lui sono le sue mani piene di calli, le unghie sporche, la pelle spesso esposta al sole. Perché quindi spendere parole inutili per dettagli che non sono in grado di coinvolgere?

Da dove cominciare per scrivere una descrizione? Se non ne hai mai scritta una, forse non sai esattamente da dove partire. Ti do un consiglio: inserisci come primo dettaglio le sensazioni che dona ciò che descrivi.

  • Cosa vedi? Di che colore è? Che forma ha?
  • Ha odore? Che sensazione dà all’olfatto?
  • Fa rumore? E’ fastidioso?
  • E’ liscio? Ruvido? Morbido? Freddo?
  • Ha sapore o dà percezione di sapore? Il sangue, anche solo alla vista, per esempio, dà l’idea del sapore metallico.

Non serve inserire tutti i cinque sensi, ma è un ottimo punto di partenza. E’ un modo per fornire una visione oggettiva di qualcosa, ciò che tutti potrebbero percepire trovandosi davanti a essa.

Altri elementi da aggiungere alle descrizioni sono le impressioni soggettive del personaggio che percepisce la realtà. Si parla qui di sensazioni, sentimenti, emozioni. Ovviamente, più si scava in profondità sia in ciò che si vede, si percepisce, sia in ciò che si prova, e più il lettore si sente catapultato nell’universo del romanzo. L’importante è non esagerare con i propri giudizi: al lettore interessa sapere cosa prova il personaggio, non l’autore, e questi pensieri devono essere sempre motivati. Se un paesaggio incute timore a una persona, bisogna spiegare il perché.

L’importante quando si descrive è immergersi nel mondo di cui si sta parlando. Se lo scrittore, prima di tutti, non ha ben chiara la visione di ciò che descrive, allora anche il lettore avrà difficoltà a costruire un’immagine nitida di quello che viene descritto. Chi scrive deve essere in grado di osservare, guardarsi intorno e riportare ciò che percepisce con una ricchezza lessicale capace di rapire il lettore e non permettergli di saltare alla scena successiva.

Delle descrizioni efficaci, infatti, non si basano sui soliti aggettivi che si utilizzano ogni giorno: ciò non significa optare per termini arcaici e ricercati che rischiano solo di annoiare il lettore, ma trovare aggettivi conformi a ciò che si sta dicendo, metafore, similitudini e dare anche un tono coerente a tutte le descrizioni che si scrivono nella storia. Significa che puoi scegliere di descrivere qualcuno o qualcosa con un mood ironico o drammatico e mantenerlo.

Il cinema aiuta

Quando hai difficoltà a descrivere qualcosa, pensa a come verrebbe mostrata in un film e cerca di mettere per iscritto ciò che vedi. Concentrati sui movimenti di macchina: a volte gli oggetti compaiono uno accanto all’altro, come in una carrellata e, in questo caso, potrai raccontare, per esempio, ciò che vedi di una stanza da destra a sinistra o viceversa; la macchina da presa si concentra spesso su un volto in primo piano, quindi potresti descrivere il viso di una persona a partire dai dettagli più importanti, come gli occhi, la pelle, l’espressione; oppure, come accade nell’incipit de I Promessi Sposi, la macchina da presa effettua uno zoom, dall’alto al basso, da lontano a vicino, descrivendo di volta in volta cosa vede un possibile spettatore.

In sostanza, ricorda che devi essere capace di vedere nitidamente ciò che racconti. Se non riesci, ispirati a un film, alla realtà, alle parole di interlocutori o scrittori. Apri bene gli occhi e allenati imparando a esprimere ciò che vedi e provi.

Come descrivere bene

  • leggere molti racconti di narrativa
  • guardare molti film e concentrarsi non sui dialoghi, ma sulle riprese che mostrano luoghi, oggetti, dettagli di un volto ecc.
  • guardarsi intorno, osservare le persone, concentrarsi sui dettagli e sulle sensazioni che si provano e provare a descriverle
  • vale ancora la regola show don’t tell. Se vuoi parlare di una persona nervosa, non usare questo termine, ma racconta al tuo lettore il modo in cui essa si morde in continuazione il labbro
  • concentrati sulle emozioni che vuoi suscitare nel lettore, usando gli aggettivi giusti (aiutati con il vocabolario dei sinonimi) ed evocando immagini che incontrino la voglia di novità del lettore, ma anche il suo senso di familiarità con il testo