Serve la scaletta quando scrivi?

Che domande, ovvio che serve!

O almeno così mi sono sempre sentita dire. Io non ne posso fare a meno quando scrivo un romanzo. Le Corteggiatrici Incompetenti è partito proprio da una scaletta molto studiata, altrimenti il sistema dei personaggi, le informazioni che sapevano o comunicavano, i non detti, insomma, tutti questi elementi me li sarei scordati poco dopo averli scritti. Per non fare errori nella logica della narrazione, è bene costruire una scaletta preliminare degli eventi.

Ce lo hanno insegnato al liceo

Io non andavo benissimo nei temi del liceo, ma non ho mai commesso errori nella struttura del testo. Questo perché i professori mi hanno sempre insegnato a progettare una scaletta, partendo dall’introduzione, passando per la tesi, l’antitesi, una presa di posizione e delle conclusioni.

In letteratura vale più o meno lo stesso schema: presentazione di uno stato di quiete, punto di rottura, conflitto, turning point che permette di ristabilire uno stato di quiete e conclusione. In un testo narrativo di qualsiasi lunghezza, vi sono poi dei personaggi con delle caratteristiche, i quali abitano in un determinato ambiente, non sempre specificato, ma lo spazio è fondamentale in una storia, così come il tempo.

E’ soprattutto il fattore tempo che dovrebbe spingere lo scrittore a creare una scaletta di eventi. Sto parlando sia del tempo materiale dell’autore, quello impiegato per scrivere, che di quello dei personaggi per vivere la storia.

  1. La scaletta ti aiuta a risparmiare ore di riflessioni inutili su come superare il blocco dello scrittore o rimediare a uno stupido errore di logica che hai commesso. Inoltre, la scaletta ti aiuta a prenderti del tempo per riflettere su come rendere la tua storia più avvincente;
  2. La scaletta serve soprattutto quando si costruisce un intreccio: una buona abitudine è quella di scrivere gli eventi in ordine cronologico e, se si desidera, rimescolarli per creare un po’ di tensione nel lettore.

La scaletta serve a non tralasciare nessuna informazione rilevante e a organizzare un discorso narrativo coerente.

Qualcuno si sente più spontaneo

Questo articolo sembra quasi banale per alcuni scrittori. Quasi tutti usano la scaletta, soprattutto quando il racconto è lungo, ricco di personaggi e intrighi.

Eppure, mi è capitato di discutere con aspiranti scrittori o anche qualche esperto che vedeva la scaletta come una totale soppressione della creatività. C’è chi riesce a scrivere a mano libera: ha già il racconto in testa, tutto pronto e che fila liscio, quindi procedono senza troppi indugi.

Non sono d’accordo: con un racconto breve si può anche osare, ma quando si tratta di un’argomentazione, un saggio, una tesi o un romanzo, la scaletta serve. Non discuto più.

Con una mappa di avvenimenti e personaggi puoi farti una visione chiara del tuo racconto e renderti conto di come sarà una volta concluso. Se ci sono degli errori o dei punti deboli nella storia, te ne accorgi subito. Puoi aggiungere eventi, togliere quelli inutili e spostare a tuo piacimento i vari punti della scaletta.

Esistono poi scrittori che devono avere a che fare con delle scadenze: organizzare una scaletta precisa e chiara, è un ottimo aiuto per gestire il lavoro e capire se si sta procedendo bene, se si è in ritardo o anticipo sui tempi.

Trama e scaletta

A me basta scrivere la trama e poi posso procedere con la stesura del romanzo” mi ha detto qualcuno.

Trama e scaletta sono due cose differenti, come soggetto e trattamento. L’uno è l’espansione dell’altro e, mano a mano che ci avviciniamo al momento della stesura della prima parola del racconto, è bene creare documenti sempre più dettagliati.

Scrivere la trama va benissimo, ma poi va ampliata: bisogna aggiungere informazioni utili per quando cominceremo a scrivere, farsi delle domande e darci delle risposte. Ogni evento deve essere contestualizzato e descritto per agevolare la stesura.

Passaggi per costruire una scaletta

Per non tralasciare nessuna informazione, la prima stesura della scaletta dovrebbe essere in ordine cronologico. Se poi il tuo racconto consiste in una fabula, hai già la struttura completa, mentre se vuoi scrivere un intreccio, ti basta mescolare i punti.

Per comodità, se non hai già scritto una trama, potresti cominciare a segnare gli eventi principali del tuo racconto. Questo elenco è molto generico e individua solo i principali punti che permettono alla vicenda di proseguire.

  • Cappuccetto Rosso va nel bosco
  • Incontro con il lupo
  • Il lupo mangia la nonna
  • Il lupo mangia Cappuccetto Rosso
  • Il cacciatore uccide il lupo

Quelli presenti nell’elenco sono i macro avvenimenti della storia. A questi si possono aggiungere tutti i dettagli che si desiderano, per renderla più avvincente.

  • Cappuccetto Rosso viene avvisata dalla mamma di non parlare con gli sconosciuti nel bosco
  • Cappuccetto Rosso va nel bosco con il suo cestino, diretta dalla nonna
  • Cappuccetto Rosso incontra il lupo, una figura ambigua e spaventosa.
  • Il lupo chiede informazioni sulla casa della nonna e Cappuccetto Rosso, ingenuamente, le fornisce
  • Cappuccetto Rosso prosegue il cammino
  • Cappuccetto Rosso raggiunge la casa della nonna, ma vi trova il lupo mascherato che la invita a entrare
  • Dopo qualche scambio di battute, il lupo mangia Cappuccetto Rosso
  • Il cacciatore si presenta a casa della nonna e si accorge del lupo
  • Lo uccide e salva la nonna e la bambina

Poi, magari, vuoi creare una versione di Cappuccetto Rosso più complessa, grazie a flashback e flash forward. Con la scaletta è semplice: basta rimescolare i punti. Potresti cominciare il racconto mostrando il momento in cui il lupo mangia la nonna e passare poi a mostrare Cappuccetto Rosso a casa della mamma mentre prepara il cestello.

Oppure far procedere la storia come nella fiaba classica ma aggiungendoci flashback sul rapporto passato tra la mamma di Cappuccetto Rosso e il lupo. Magari avevano organizzato un piano malefico per eliminare la nonna e la bambina e fuggire insieme!

Non c’è limite alla tua creatività. La scaletta non la sopprime, anzi, è un ottimo modo per organizzare le idee e stimolarne delle altre.