Come scrivere un romanzo giallo: quali elementi non devono assolutamente mancare

Coinvolgenti, intensi, ipnotici, i romanzi gialli tengono i lettori incollati al libro e, nei casi migliori, li lasciano senza fiato.

Per definizione, un romanzo giallo narra la vicenda di un crimine e di tutti i personaggi coinvolti. Esistono molti sottogeneri in base al ruolo del protagonista, ai toni, ai temi e all’ambientazione:

  • parliamo di giallo poliziesco quando la narrazione si concentra sulla risoluzione di un crimine da parte delle Forze dell’Ordine;
  • con giallo deduttivo, indichiamo la classica concezione del romanzo giallo, ovvero quella basata su un’indagine ufficiale o privata che prende quasi la forma di un labirinto. E’ compito dell’investigatore trovare una via d’uscita e risolvere il caso;
  • il termine noir indica una vicenda in cui il lettore tifa per il criminale e prova empatia nei suoi confronti. I personaggi sono molto più complessi e profondi, mentre le ambientazioni sono cupe e intricate, spesso avverse al protagonista;
  • il thriller, come dice la parola stessa, è un romanzo coinvolgente e incentrato sull’azione dei personaggi. Spesso, il lettore è testimone di crimini, inseguimenti, indagini e arresti, sentendosi così un personaggio invisibile della vicenda.

Questi sono solo alcuni dei sottogeneri del romanzo giallo, ma ne esistono veramente tanti e dai confini labili.

Ciò che hanno in comune tutti, però, sono alcuni elementi ricorrenti e che uno scrittore non può dimenticare mentre costruisce la sua vicenda. Se sei un appassionato di gialli e ti piacerebbe scriverne uno, allora continua a leggere questo articolo: elencherò qualche consiglio per cominciare la tua ambiziosa opera.

Scarica il documento in fondo all’articolo: troverai degli spunti per scrivere il tuo romanzo giallo!

Cosa non deve mancare in un romanzo giallo

  1. Un crimine

Il delitto è l’origine della trama. E’ la chiamata a rapporto di tutti i personaggi della storia e ciò che rompe la calma iniziale. Grazie alla morte di un personaggio, entra in gioco prima di tutto l’investigatore, la vittima con il suo passato e il colpevole, ovvero le figure fondamentali del romanzo giallo.

2. Un colpevole con un movente

Ogni crimine ha un responsabile ed è sotto gli occhi di tutti. Ciò che intriga il lettore è puntare il dito contro un sospettato, per poi doversi ricredere o sentirsi soddisfatto per aver indovinato. Come autore, devi essere in grado di creare sospetti verso un personaggio, per poi smentirli, e distrarre il lettore, in modo che non trovi la soluzione fino al momento dello svelamento.

Evita di far coincidere l’investigatore con il colpevole: il lettore deve sapere tutto sul protagonista fin dall’inizio e nascondere un suo collegamento con il crimine crea un effetto straniante.

Il colpevole deve avere un movente ben preciso: come dirò tra poco, nel romanzo giallo non esistono coincidenze, supposizioni o eventi casuali. Nella realtà può succedere che qualcuno uccida per un raptus, ma a un lettore di romanzi gialli non accetta un gesto immotivato.

3. Degli indizi

Nel corso della vicenda dovrai inserire degli elementi che portino l’investigatore, ma anche il lettore, a seguire una pista. Fondamentali sono l’arma del delitto e la scena del crimine: studia bene questi due elementi quando pensi alla tua storia. Entrambe devono essere veicoli di indizi, come impronte digitali, segni, resti di fibre o tessuti e DNA.

4. Un’ambientazione che influenzi la vicenda

Tempo e luogo sono molto importanti. Il tempo è una variabile che influenza molto le azioni e i pensieri dei personaggi, sia in termini di epoca che di scadenze. Mi spiego meglio.

Ambientare la vicenda nel passato piuttosto che nel futuro cambia totalmente le strutture cognitive dei personaggi e quindi anche il loro modo di agire. Sherlock Holmes e un investigatore del 3000 ragioneranno in maniera diversa, non credi? I metodi investigativi sono diversi: ricorda che prima degli anni ’90 il test del DNA non esisteva, quindi un romanzo ambientato negli anni ’60 dovrà rinunciare a indizi legati proprio a fibre, tessuti e liquidi corporei.

Un altro senso della parola “tempo” in un romanzo è “scadenza“: il tempo scorre in fretta, le indagini divengono frenetiche ed è importante trovare l’assassino prima che possa fuggire e farla franca. I minuti che passano sono contro il protagonista e la sua lotta rende il romanzo molto più avvincente.

Il luogo è altrettanto importante e deve favorire gli eventi. Spesso, le ambientazioni urbane confondono l’investigatore, le strade sono labirintiche e rispecchiano il percorso del protagonista per risolvere il mistero. Una città, uno spazio aperto, permette all’assassino di fuggire e all’investigatore di rincorrerlo, creando un frenetico inseguimento. Viceversa, gli spazi stretti e raccolti favoriscono l’incontro e il dialogo tra i personaggi, aggiungendo dettagli alla trama.

5. Suspense

Non puoi scrivere un romanzo giallo senza creare tensione. Non ha senso. Gli espedienti da adottare sono innumerevoli: puoi, ad esempio, cominciare il tuo romanzo descrivendo la scena del delitto, ma senza svelare il volto del killer; coinvolgere l’investigatore in situazioni pericolose, in cui mette a rischio la sua stessa vita per risolvere il caso; introdurre un personaggio misterioso che potrebbe essere l’assassino o l’aiutante del protagonista, ma né questo, né il lettore lo sa per certo da subito.

6. Una spalla

Può essere un collega del protagonista o qualsiasi altro ruolo, ma si tratta comunque di un espediente narrativo per permettere all’investigatore di ragionare ad alta voce (soprattutto nel caso in cui narratore e investigatore non coincidano). Inoltre, la spalla compensa il personaggio dell’investigatore: dove non arriva l’investigatore, ci pensa la spalla.

Cosa non devi inserire nel tuo romanzo giallo

  1. Coincidenze

Nulla accade per caso in un romanzo giallo. L’investigatore non tira a indovinare durante le indagini. Così come un criminale non ha agito senza un movente. Due elementi tengono un lettore incollato al tuo romanzo: una pista da seguire e capire il movente. Spesso le narrazioni di genere giallo cominciano con un crimine spiegato nei minimi dettagli: il lettore sa già chi è stato, cosa ha fatto, quando e dove. Mancano il come e il perché, elementi che devi rendere enigmatici e non banali, in modo che il lettore ragioni, segua le ricostruzioni dell’investigatore e resti stupito alla fine. Le coincidenze non rispondono né al come né al perché del crimine.

In un romanzo giallo, anche gli eventi paranormali o fantastici hanno lo stesso effetto delle coincidenze: rompendo il senso di realtà e confondendo il lettore, non rendono avvincente la narrazione. Chi legge un romanzo giallo deve riuscire in qualche modo a prevedere un certo evento, o comunque a supporlo. Gli eventi paranormali, le allucinazioni, i segnali da parte di mondi paralleli non fanno altro che aggiungere elementi non famigliari alla trama, allontanando il lettore dalla risoluzione del mistero.

2. Conseguenze senza cause

Forse non sei abituato a scrivere una scaletta quando procedi alla stesura di un racconto o romanzo, ma ti conviene adottare questo metodo quando narri di un mistero. Non sei obbligato a seguire l’ordine cronologico degli eventi, anzi, se giochi sull’anticipazione crei molta più suspense, però devi prestare attenzione a non commettere errori nella narrazione. Ogni evento deve avere una causa logica e questa non deve seguire le conseguenze…

3. Conseguenze prima delle cause

…altrimenti potresti cadere in errori di logica. La scaletta ti aiuta a creare una narrazione coerente, in cui a ogni causa segue una conseguenza. Stai molto attento a ciò che cronologicamente accade prima e dopo se decidi di non seguire la fabula: non anticipare degli eventi se il lettore non è in possesso di tutti gli elementi per poterli comprendere a pieno.

4. Non detti

L’obiettivo dell’autore è accompagnare il lettore nell’indagine, senza svelare troppo, ma senza neanche nascondergli degli indizi. Ciò risulta davvero fastidioso. Puoi depistare il tuo lettore quante volte vuoi, ma devi dargli la possibilità di risolvere il mistero insieme al tuo investigatore. Se non si sente coinvolto nelle indagini, allora abbandonerà il tuo romanzo.

5. Un finale irrisolto

Come dirò tra poco, il finale di un romanzo giallo coincide con la risoluzione del mistero: tutti gli indizi e i comportamenti dei personaggi portano alla scoperta del colpevole e alla sua condanna. Certo, sono ammessi i finali aperti, ma tutti gli elementi della storia devono essere stati spiegati ed essere ricondotti alla risoluzione del crimine. Se alla fine del romanzo il lettore ha ancora delle domande aperte, allora ti sei dimenticato dei pezzi…

Quali sono i passaggi da seguire per scrivere un romanzo giallo?

Scrivi al contrario. Prima di tutto devi ideare il crimine. Crea una scaletta di eventi in ordine cronologico e inserisci tutti i dettagli della vicenda: chi è stato? Qual è il movente? Qual è l’arma del delitto? Quali errori ha commesso il malvivente? Quali indizi ha lasciato? Dove e quando è avvenuto il crimine? Ricorda che nel tuo romanzo giallo tutto deve avere un motivo per accadere, nulla avviene per caso e ogni cosa ha un significato.

Passa poi a ideare i vari personaggi coinvolti: chi è l’investigatore, chi è il colpevole, chi sono gli antagonisti e gli aiutanti. Dai spessore psicologico a ognuno di loro, in modo che il lettore si senta rapito e decida da che parte stare.

Tieni conto che non esistono eroi perfetti: lascia che il tuo protagonista abbia un passato, dei traumi da superare, delle debolezza e che commetta degli errori. Ciò rende un personaggio più coinvolgente e umano, a portata di lettore.

La struttura di base del romanzo giallo è tripartita: si comincia da un turbamento della quiete, ovvero il crimine, si passa alle indagini e si conclude con una risoluzione univoca, ovvero al ritorno della quiete, ma con delle conseguenze dopo tutta la vicenda.

Scegli se seguire l’ordine cronologico degli eventi o se creare un intreccio. La seconda opzione sarà sicuramente più intrigante. Puoi giocare con i flash-back, con le anticipazioni, i sommari e le ellissi, oppure puoi lasciare che uno stesso evento sia raccontato da più personaggi. Sii originale e creativo.

Ricorda che il romanzo giallo è quello che più si avvicina alla scrittura giornalista e quindi alla cronaca. Non ti consiglio solo di guardare tanti tg e leggere tanti rapporti di casi chiusi, ma ti invito fortemente a rispettare la regola delle W, aggiungendo anche la H di How.

Chi è il killer? Perché, quando, come, dove e chi ha ucciso? Chi è la vittima? Cosa faceva prima di morire? Qual è il movente? E così via. Fatti le domande e datti le risposte. Più dettagli inserisci e più il lettore avrà un’impressione di realtà. Inoltre, più elementi avrà a disposizione e più sarà invitato a risolvere l’enigma.

E quando l’enigma è risolto, tutti le informazioni ricevute sono state utili. Non lasciare del mistero, a meno che tu non stia scrivendo una saga. Se il tuo è un romanzo completo e autonomo, ti conviene fare in modo che tutto torni e sia risolto. Non sto dicendo di evitare i finali aperti, ma ti sto consigliando vivamente di non lasciare degli indizi o dei fatti senza spiegazioni. Ripeto: tutto deve tornare ed essere chiaro.

Un ultimo consiglio che ti do è non inserire messaggi nascosti o far emergere la tua morale. Al lettore non interessa cosa pensi tu, ma cosa succede nella vicenda. Se vuoi affrontare un tema, sei libero di farlo, ma non stancare il lettore con la tua opinione o con inutili digressioni proprio sul tema. Show, don’t tell, parla di un fenomeno senza parlarne.

Ultimo step: rileggi tante volte. Fai passare dei giorni e poi rileggi ancora. Controlla bene date, orari, eventi, particolari, nomi e dettagli. Immedesimati tu stesso in un investigatore e trova le incoerenze nella tua storia. Se non ce ne sono, allora il tuo romanzo giallo può potenzialmente avere successo.